15 August 2014

Quelli che la Spagna ha fatto le riforme volute dall’UE ed ora ha iniziato a correre

Sono usciti i dati del PIL del secondo trimestre: Italia in recessione con una diminuzione del PIL dello 0.2% rispetto al trimestre precedente mentre la Spagna e’ cresciuta dello 0.6% (il primo trimestre era cresciuta dello 0.4%).

Visto che il PIL Italiano nel primo trimestre e’ diminuito dello 0.1%, con 2 contrazioni consecutive, tecnicamente e’ in recessione, in realta’ e’ in recessione da un paio di anni. Solo l’ultimo trimestre dello scorso anno ha avuto un piccolo aumento percentuale, tutti gli altri sono stati negativi, come si vede dal seguente grafico in figura 1:


FIGURA 1

“I nemici del popolo a loro insaputa” subito a commentare: questi dati parlano chiaro, la Spagna ha fatto le riforme volute dall’UE ed ora inizia a correre (ma dove, nel vuoto?), mentre l’Italia non le vuole fare ed ora e’ in recessione.

Ma e’ proprio cosi?

Per capire cosa stia veramente succedendo, cerchiamo di dare un contesto ai dati.

Vediamo l’andamento del PIL Italiano e Spagnolo negli ultimi 10 anni, figura 2:


FIGURA 2

Si vede che negli anni precenti alla crisi finanziaria del 2008, la Spagna cresceva piu’ dell’Italia ed anche qui tutti a dire che era colpa della mafia e della corruzione, in particolare del Governo Berlusconi. In realta’, la Spagna aveva iniziato ad inseguire il modello anglo-sassone di mettere tutti nelle condizioni di acquistare una casa. Praticamente si davano mutui anche ai disoccupati senza deposito ed il mercato delle costruzioni inizio’ a decollare, si iniziarono a costruire interi quartieri nel mezzo del nulla, anche l’occupazione aumento’.

L'idea era quella che intanto si fanno soldi con il bonus della vendita del mutuo, lo stato ci guadagna sulle tasse della compravendita della casa ed il prossimo anno se non pagano ci riprendiamo la casa e la rivendiamo ad un prezzo piu' elevato. La cosa ha funzionato per anni fino a che la bolla e' esplosa. Nessuno poteva permettersi di acquistare a quei prezzi cosi' alti e le banche con tutte quelle proprieta’, ma senza contanti o liquidita’ stavano per fallire. Lo stato le ha dovute acquistare.

Come si vede nella figura 3 il rapporto Debito Pubblico / PIL della Spagna dal 2008 inizia a decollare, lo Stato acquisisce il debito delle banche ed il mercato immobiliare si blocca.


FIGURA 3

In Italia dopo tutto non sono stati cosi' fessi, non hanno mai prestato soldi per un mutuo senza un deposito per la copertura di un eventuale fallimento. Lo si vede nel grafico di figura 4 rapport Deficit / PIL. Ovviamente anche l’Italia ha risentito della crisi, ma la Spagna molto di piu’ perche’ ha dovuto coprire le perdite delle banche. Notare che queste banche sono private e sono state privatizzate perche’ si diceva che il privato e' piu’ effciente del pubblico, invece si e' visto che il privato e' guidato da un guadagno facile e bonus milionari, prestando soldi alla cazzo!!!

Dopo questo fallimento, la Spagna ho dovuto chiedere aiuto al Fondo Salva Stati Europeo. Anche l’Italia ha dovuto contribuire a coprire il fallimento delle banche Spagnole, come se navigasse nell’oro, in realta’ ha dovuto aumentare le tasse ed il debito pubblico, il governo Monti ne sa qualcosa...

In cambio di questi aiuti, la Spagna, ha tagliato 3,4 punti di Pil la spesa pubblica, ridotto gli stipendi e precarizzato i contratti di lavoro. Ora e’ possibile licenziare un dipendente semplicemente perche’ si usa una tecnologia che non conosce o per una rioganizzazione aziendale, anche se l’azienda fa utili. Questo e’ comodo per eliminare in blocco migliaia di persone nella pubblica amministrazione considerate improduttive.

Ed e’ proprio quello che indirettamente si spinge per fare in Italia, la cosiddetta riforma del lavoro di Renzi o job act, che vorrebbe cancellare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e quindi dare la possibilita’ di licenziare il lavoratore senza una giusta causa.

E’ vero che la Spagna ora cresce, ma grazie al deficit. La spagna dal 2009 al 2012 ha avuto un rapporto deficit / pil circa del 10%. Nel 2013 e' sceso al 7%. Come si vede dal grafico di figura 4.


FIGURA 4

Cose da pazzi... e pensare che all'italia si riprovera o la si vuole sanzionare per uno sforamento del rapporto decifit / pil dello 0.1% ...non sara’ mica che la Spagna l’hanno lasciata sforare il limite perche’ molto del debito e’ nelle mani della Germania?

Monti, nominato nel 2011 presidente del consiglio dallo spread e non eletto dal popolo, avrebbe dovuto salvare l’Italia, di fatto ha aumentato le tasse e ridotto la spesa pubblica. Dal grafico di figura 4 si vede che ha riportato il rapporto Defict / PIL entro il 3% voluto dall’UE, ma ha gettato l’Italia in recessione oltre che aver fatto alzare il rapporto Debito /PIL. Questo perche’ ha soffocato la domanda interna: in buona sostanza la gente era troppo impegnata a pagare le tasse che spuntavano come funghi, invece di andare al supermercato a fare a spesa o di andare in ufficio.

In realta’, Monti ha salvato solo se stesso diventando senatore a vita con un ottimo trattamento salariale senza fare una mazza e poi mi viene a rompere le palle con la riforma del lavoro perche' devo essere piu' produttivo con un salario minore. Cazzo!!! Scusate lo sfogo...

Vedrete che il prossimo anno quando la Spagna iniziera’ a soddisfare il fiscal compact e cioe’ avere il pareggio di bilancio, andra' diretta in recessione e ci rimarra' per un lungo tempo, chissa’ cosa si inventeranno a quel punto i “nemici del popolo a loro insaputa”...



Posted by: Luca Boscolo



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In effetti, non capisco neanche io, perche' c'e' tutta questa pressione sull'Italia per mantenere i parametri di Maastricht, quando tutti gli altri se ne fregano!!!
Posted by: Luca Boscolo | 8/18/2014 10:18:58 AM

Come dire delle cose senza farne vedere delle altre. Ci dovremmo chiedere anche perché noi dobbiamo rispettare le regole come dice Renzi di non sforare il rapporto defici/pil del 3%, quando poi altri paesi come Spagna e anche Francia lo fanno. Mi sembra che la politica sia la solita solfa: non difendere gli interessi dell'Italia. Inoltre, aumento del PIL non significa aumento dell'occupazione. Solo che di solito si fa passare questo indicatore come conseguente di più posti di lavoro. Particolarmente interessante è questo articolo di Alberto Bagnai http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-miracolo-spagnolo-for-dummies-and.html , che mette in evidenza come l'aumento della produttività nel caso spagnolo sia conseguenza di una diminuzione totale delle ore lavorate, in sintesi ad un aumento della disoccupazione e precarietà del lavoro.
Posted by: Marco | 8/18/2014 10:07:32 AM

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